{"id":51,"date":"2019-12-04T13:50:23","date_gmt":"2019-12-04T12:50:23","guid":{"rendered":"https:\/\/carlomaver.it\/it\/?p=51"},"modified":"2022-08-16T17:23:11","modified_gmt":"2022-08-16T15:23:11","slug":"volver","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/carlomaver.it\/it\/volver\/","title":{"rendered":"Volver &#8211; Racconti di Bandoneon"},"content":{"rendered":"\n<p> <em>Volver<\/em> \u00e8 musica che viene dal silenzio e che dal silenzio \u00e8 attratta. <\/p>\n\n\n\n<p><em>Volver<\/em> \u00e8 il nuovo album di Carlo Maver, in uscita il 5 aprile 2019.<\/p>\n\n\n\n<p>Registrato dal vivo a maggio 2018 nella piccola chiesa di Casola (BO), in <strong>solo per bandoneon e flauto<\/strong>,\n questo quarto capitolo musicale di Maver \u00e8 la trasformazione di un \nsentire, dove l\u2019ascolto fuori e dentro di s\u00e9 \u00e8 un traguardo, grazie al \nquale ascoltatore ed esecutore si ritrovano insieme in un\u2019esperienza \ntotale.<br> <strong><em>Volver<\/em> \u00e8 musica che viene dal silenzio e che dal silenzio \u00e8 attratta<\/strong>.\n Il solo non intrattiene, denuda. La scelta di suonare in solo permette a\n Maver di mantenere puri i suoni degli strumenti, lavorando in \nsottrazione e lasciando alle <strong>pause un ruolo quasi determinante<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>E\u2019\n il bandoneon ma ancor di pi\u00f9 la poetica del maestro argentino Dino \nSaluzzi, di cui \u00e8 stato allievo, che ha affascinato Maver e lo ha \nguidato a ricercare altro rispetto alla tradizione tanguera dello \nstrumento. I <strong>viaggi in solitaria in paesi remoti<\/strong> alla ricerca di incontri, odori, suoni, impressioni, sono fonti da cui si abbevera questa musica.<br> Carlo Maver non \u00e8 solo uno dei principali bandenoisti italiani ma anche un <strong>viaggiatore errante<\/strong>. <em>Volver<\/em>, infatti, esce a soli due anni di distanza da <strong>libro \u201cAzalai: 1500 chilometri a piedi nel deserto\u201d<\/strong>\n (edito nel 2017 da Pendragon), diario di un viaggio sulle rotte \ndell\u2019azala\u00ef, l\u2019antica via commerciale che da Tombouctou conduce alle \nminiere di sale di Taoudeni, attraverso il deserto del Mali. \nUn\u2019esperienza estrema, solitaria, vissuta da un musicista che scoprir\u00e0 a\n sue spese quanto pu\u00f2 essere difficile fare a meno delle vecchie \nabitudini, <strong>mettere in dubbio le proprie convinzioni<\/strong>, \nmuoversi in un universo del tutto estraneo, governato da leggi proprie. \nPer ritrovarsi, quasi duemila chilometri dopo, un uomo e un artista \ndiverso da quello che era partito.<br> Non \u00e8 un caso, quindi, che questo\n tempo sia servito a sublimare il sentire musicale, portando anche la \nperformance a un\u2019esperienza totale, dove l\u2019ascolto di s\u00e9, le note e i \nsilenzi, sono parte integrante e inscindibile.<\/p>\n\n\n\n<p>Il frutto di questa sintesi, <strong>Carlo Maver lo spiega cos\u00ec<\/strong>: <em>Questo\n lavoro in solo \u00e8 stato un\u2019esperienza profonda. Sperimentare i propri \nlimiti, le proprie paure, il suono e il riverbero. Ho trovato unico \npoter suonare con me, ascoltarmi. A tratti, mi sono trovato in uno stato\n dove <strong>non avvertivo la paura dell\u2019errore<\/strong>. Uno stato di \naccettazione, di abbandono dove potevo vedere ci\u00f2 che ero senza \ngiudizio. Una contemplazione del momento per quello che \u00e8. L\u2019ascolto.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>La scelta dello spazio per registrare l\u2019album non \u00e8 a caso. Per i suoi concerti, Maver sceglie spesso <strong>luoghi storici, dalle chiese medievali alle cisterne romane<\/strong>,\n dove la vibrazione del suono si propaga e avvolge completamente i \npresenti, musicista compreso. Luoghi che possano sottolineare la \ndrammaticit\u00e0 della musica e viceversa. La musica, quindi, assume una \nfunzione e un significato in modo strettamente connesso allo spazio in \ncui viene eseguita e fruita.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Con <em>Volver<\/em>, la vita di Maver si confessa in musica<\/strong>.\n Ritroviamo tutto: dalla preghiera laica \u201cSolo Lunatica\u201d a \u201cShardana\u201d, \nomaggio al Mediterraneo. Si inizia con \u201cPartenze\u201d, brano necessario a \ncreare l\u2019atmosfera adatta per seguire queste musiche vagabonde. Lungo il\n percorso, poi, troviamo \u201cSoledad\u201d un tango rivisto in chiave \nspirituale, e \u201cUna Llamada\u201d melodia che serve a evocare gli spiriti nei \nriti sciamanici di chiss\u00e0 quale paese del mondo. \u201cC\u2019era una volta\u201d, \ninvece, ci permette di viaggiare, nel tempo pi\u00f9 che nello spazio, fino a\n raggiungere l\u2019infanzia e la nostalgia di una purezza oramai perduta. E \npoi \u201cFino alla fine\u201d che \u00e8 una lotta, una sfida alla vita, anzi, un inno\n alla sopravvivenza.<\/p>\n\n\n\n<p>Carlo Maver \u00e8 musicista bolognese diplomato \nin flauto con il maestro Giorgio Zagnoni al Conservatorio Martini di \nBologna. A questo primo strumento, Maver affianca lo studio del \nbandoneon grazie a Daniele Di Bonaventura, perfezionandosi grazie al \nmaestro Dino Saluzzi con lunghi soggiorni in Argentina.<br> Maver si \ninserisce negli ambienti jazz grazie alla collaborazione con il maestro \nTeo Ciavarella, che gli permette di collaborare con musicisti di primo \npiano come Eddie Gomez, Hengel Gualdi, Javer Girotto, Cheryl Porter, \nSimone Zanchini, Di Bonaventura, Riccardo Tesi e molti altri. \nSuccessivamente forma un proprio ensemble, il Maver Quartet, con cui il \nmusicista registra \u201cSpaesaggi\u201d e \u201c12 Nodi\u201d, partecipando a festival e \nconcerti di livello nazionale e internazionale. Inoltre, le sue musiche \nsono state usate in vari programmi tv Rai e Mediaset, ma ha scritto \nanche per il teatro collaborando con gli attori Natalino Balasso, Angela\n Malfitano, Matteo Belli e con il regista Paolo Billi. Dal 2008 \u00e8 \ndirettore artistico (affiancato da Marco Tamarri) di \u2018Eco della musica\u2019,\n il festival ecologico-musicale che si tiene ogni estate in varie \nlocalit\u00e0 dell\u2019Appennino bolognese e modenese. Nel 2015 pubblica il nuovo\n album \u201cTracce d\u2019Africa\u201d frutto delle contaminazioni provenienti dal \ncontinente africano. A maggio 2017 viene pubblicato il suo primo libro \n\u201cAzalai: 1500 chilometri a piedi nel deserto\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Volver \u00e8 musica che viene dal silenzio e che dal silenzio \u00e8 [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":52,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/carlomaver.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/51"}],"collection":[{"href":"https:\/\/carlomaver.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/carlomaver.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/carlomaver.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/carlomaver.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=51"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/carlomaver.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/51\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":916,"href":"https:\/\/carlomaver.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/51\/revisions\/916"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/carlomaver.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/52"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/carlomaver.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=51"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/carlomaver.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=51"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/carlomaver.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=51"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}